Libri

“La lentezza” di Milan Kundera



La nostra epoca si abbandona al demone della velocità, ed è per questo motivo che dimentica tanto facilmente se stessa. Ma io preferisco rovesciare questa affermazione: la nostra epoca è ossessionata dal desiderio di dimenticare, ed è per realizzare tale desiderio che si abbandona al demone della velocità.

LA LENTEZZA, MILAN KUNDERA

La velocità è il demone dell’epoca contemporanea: quante volte ci troviamo a correre durante le nostre giornate, senza darci la possibilità di soffermarci e godere dell’attimo presente? La velocità sembra essere diventata la misura con cui valutiamo ogni aspetto della nostra vita e ci nega la possibilità di vivere e affrontare le varie situazioni secondo i nostri ritmi più naturali.

Perché è scomparso il piacere della lentezza?

E’ questo l’interrogativo di fondo che percorre quest’opera, collocata tra il romanzo e il saggio, pubblicata nel 1994.

La lentezza è un romanzo che, a dispetto della sua brevità (centocinquanta pagine) presenta una trama piuttosto complessa e ricca di personaggi.

IL LIBRO

Il romanzo si apre con la voce dell’autore/narratore, Milan, che compie alcune riflessioni mentre è in viaggio in auto con sua moglie Vera, diretti presso un castello in Francia per trascorrere un fine settimana.

Durante il viaggio Vera, dopo aver visto sfrecciare un motociclista, riflette sul numero dei morti sulle strade francesi a causa dell’alta velocità: perché gli individui non hanno paura di correre e mettere così in pericolo la propria vita?

Il ragionamento di Vera offre lo spunto a Milan per riflettere sul mito della velocità e di come questa abbia accecato l’uomo moderno. Quest’ultimo infatti, alla costante e irrefrenabile ricerca di nuovi stimoli che siano pura esplosione estatica del momento presente, si sgancia sempre di più dal passato, ma anche dal futuro, per vivere un presente che vorrebbe essere eterno, senza memoria e senza prospettive in avvenire.

Da questo momento in poi il viaggio diventa un intricato incastro di altri viaggi compiuti da diversi personaggi, che alla fine confluiranno tutti insieme in uno spazio-tempo dove passato e presente si incontreranno, metaforicamente, attraverso due personaggi.

LA VELOCITA, IL DRAMMA DELL’EPOCA MODERNA

Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio

LA LENTEZZA, MILAN KUNDERA

Che effetto ha avuto la velocità sull’uomo moderno? Come ha influenzato tutti gli ambiti della sua vita?

infPhoto by Kelly L on Pexels.com

La velocità, forma d’estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo, ha modificato tutti gli aspetti della vita, compresa la sessualità, creando nuovi problemi, trasformando e conducendo l’uomo moderno alla ricerca del successo immediato e ad ogni costo.

Nel romanzo questa condizione è personificata dal politico Berck, che incarna l’archetipo del “ballerino” ovvero un uomo che, pur di ottenere una gloria e una fama immediata, più che la conquista, è disposto a calpestare le persone, contraddire le proprie parole e intenzioni, fallire e mostrarsi sempre e comunque vincente, con effetti devastanti sulla sua vita e di coloro che lo circondano.

Kundera inoltre riflette sull’associazione tra velocità e dimenticanza. La nostra epoca ha fretta di dimenticare, attraverso qualsiasi mezzo e espediente. E’ un abbandonarsi alla velocità cosciente e voluto, un’epoca che accelera il passo perché non aspira più ad essere ricordata, che si ripudia e ripugna da sola e desidera solo essere dimenticata.

Qual’è l’antidoto per sfuggire alla tragedia della velocità?

Photo by Yogas Design on Pexels.com

Il romanzo è strutturato in tanti brevi capitoli, ognuno dei quali rappresenta una piccola meditazione, un invito al lettore alla riflessione, a procedere con lentezza.

La lentezza infatti è legata alla volontà di ricordare: quando infatti desideriamo ricordare, assaporare il momento che stiamo vivendo, agiamo più lentamente. Così come per la bellezza, anche per la memoria è necessaria la lentezza: affinché il ricordo assumi una forma concreta nella nostra mente, soggettiva e collettiva, si richiede del tempo.

È dunque essenziale imparare a procedere con passi lenti, senza farsi abbagliare dal mito della velocità, che rischia di farci sbandare e portare a conseguenze peggiori.

per concludere

Come ho scritto al principio, il libro di Kundera è breve ma ricco di personaggi e tematiche e in questo mio breve articolo mi sono voluta concentrare sulla dicotomia Velocità/Lentezza dalla prospettiva di Milan Kundera.

Tra l’altro trovo molto affascinante il fatto che si tratti del primo romanzo che l’autore ha scritto in lingua francese: scrivere in una lingua che non è la propria richiede un lavoro di pazienza, di lentezza e di un’estrema cura per le parole.

E sarà anche per questo che il romanzo mi ha davvero sorpresa. Il romanzo, a dispetto del titolo, affronta in realtà varie tematiche. Io mi sono concentrata sull’aspetto della lentezza, trovando profonde le varie riflessioni dell’autore riguardo la nostra epoca, il suo invitare il lettore a non perdere mai di vista l’importanza della bellezza, del ricordare, della memoria.

Perchè è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulitno all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri fra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura? Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla nel finestre del buon Dio non si annoia; è felice. Nel nostro mondo, l’ozio è diventato inattività, che è tutta un’altra cosa: chi è inattivo è frustrato , si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.

LA LENTEZZA, MILAN KUNDERA

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