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La poesia come atto di denuncia: la vita spezzata di Zuzanna Ginczanka

Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale”.

LA BANALITÀ DEL MALE, HANNA HARENDT
Photo by Tucu0103 Bianca on Pexels.com

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto, e come ogni anno, in queste giornate, mi dedico alla ricerca e all’approfondimento di letterati o artisti deceduti nei campi di concentramento alla ricerca, nelle loro opere, del messaggio e del lascito che hanno fatto al mondo intero.

È il mio modo per ricordare e dare voce a chi non ha avuto la possibilità di esprimere, in totale libertà, la propria arte e il proprio essere a causa di un’ideologia totalmente irrazionale e ingiustifica.

Quest’anno mi sono imbattuta sulla figura della poetessa polacca Zuzanna Polina Gincburg, in arte Zuzanna Ginczanka.

LA VITA SPEZZATA DI ZUZANNA GINCZANKA

Zuzanna Ginzanka

Nata a Kiev il 9 marzo del 1917, fu abbandonata ben presto dal padre: una leggenda vuole che si sia trasferito a Hollywood diventando un personaggio di grande fama. Qualche anno più tardi viene abbandonata anche dalla madre che segue il nuovo compagno in Spagna. Zuzanna crescerà con la nonna materna, proprietaria di un piccolo emporio a Rowne, in Polonia.

Fin da bambina mostra di avere un grande talento per la Quando furono pubblicati i primi componimenti aveva solamente dieci anni e all’età di quattordici anni viene pubblicata la poesia Il banchetto delle vacanze, in cui subisce l’influsso del gruppo Skamander.

Alla sua giovane età è già in contatto con i maggiori esponenti della poesia polacca, conquistando l’ammirazione del poeta Julian Twim.

Zuzanna diventa un donna molto intelligente, libera, bella e piena di vita. Ha il coraggio e la sfrontatezza di parlare e scrivere apertamente di argomenti come la sessualità, destando scandalo e scalpore. Nel 1933, quando ancora frequentava il liceo, scrive La rivolta delle quindicenni, scandalizzando il poeta Twim:

Noi vogliamo una costituzione, noi vogliamo avere il diritto
di essere libere di confessare senza vergogna al mondo intero
la verità delle tempeste del sangue,
di essere libere di dare voce agli impulsi dei desideri più sinceri,
di essere libere oramai di sapere che possediamo seni caldi
oltre ad anime eteree

Frammento della poesia La rivolta delle quindicenni, 1933

Terminato il liceo, si trasferisce a Varsavia per intraprendere gli studi di Pedagogia. Entra inoltre a far parte della rivista Szpilki in cui scrive satire politiche, prendendo di mira l’ascesa del Nazismo e le leggi razziali. In questo clima di intolleranza pubblica la raccolta di poesie I centauri, rifacendosi alle figure mitologiche metà uomo e metà cavallo, espressione metaforica dell’unione tra forza fisica e spirituale.

Immagine presa dal sito https://polonicult.com/ginczanka/

Zuzanna diventa l’icona della donna ebraica di successo che non passa inosservata. Viene così attaccata pubblicamente per le sue origini ebraiche in un giornale scandalistico: il suo vero cognome è Gincburg non Ginzanka. Senza perdersi d’animo, esce con la rivista sottobraccio mostrando agli amici e conoscenti l’articolo, deridendolo. È chiaro però che non è più al sicuro.

Terminati gli studi ritorna dalla nonna a Rowne, con l’intenzione di ritornare al più presto nella capitale. L’inasprirsi delle leggi antisemite e l’invasione della Polonia da parte delle armate rosse la costringono però a trasferirsi a Leopoli, cittadina nella quale si stabilisce gran parte degli intellettuali polacchi. Qui lavorerà come aiuto contabile e sposerà un critico d’arte di quattordici anni più grande, unione male assortita che lasciò perplessi tutti gli amici e conoscenti. Non passerà infatti molto tempo prima che Zuzanna si legherà sentimentalmente al grafico Janusz Wozniakowski.

Quando l’esercito nazista invade la città di Leopoli, Zuzanna riesce a salvarsi grazie a uno speciale documento, il Passaporto di Nansen che le consentirà di emigrare.

LA POESIA CHE DENUNCIA: NON OMNIAS MORIAR:

In una giornata d’estate del 1942 la polizia irrompe, per ben tre volte, nell’appartamento di Zuzanna: la portiera dello stabile, Zofia Chominowa, il cui figlio Marian collabora con i nazisti, denuncia la presenza di Zuzanna, che riesce a evitare comunque l’arresto.

Attorno a questo episodio scriverà la sua ultima poesia:

Non lascio alcun erede, che la tua mano frughi
Tra le cose ebree, signora Chominowa,
Donna di Leopoli, prode moglie di una spia,
Lesa delatrice, madre di un Volksdeutscher.
Adesso sono tue, perché lasciarle a estranei.
Questo nome non è un liuto, e neanche un nome vuoto.
Io vi rammento bene, come anche voi di me
Vi siete ricordati quando è giunta la Gestapo.

Frammento della poesia No omnis moriar, Zuzanna Ginczanca

Per la prima volta, in una poesia, veniva nominato il delatore; ciò permise, una volta terminata la guerra, di condannare la Chominawa e suo figlio a trascorrere alcuni anni in galera.

Nel 1944, all’età di ventisette anni, Zuzanna fu arrestata e deportata. Morì fucilata: resistette fino all’ultimo dal dichiararsi ebrea, in quanto si riteneva cittadina apolide.

LA POESIA COME EREDITA’

Non trovo parole più efficaci, per concludere questa riflessione, di quelle appartenenti a una delle ultime poesie di Zuzanna, affinché nessuno dimentichi:

Ormai sai che periranno le navi su ingannevoli lidi schiantate,
che perirà la barca spavalda senza scorgere la riva ospitale,
dove l’acqua di fronte è dolce e l’erba è profumata e fresca
e dove scorrono latte e miele.
Ecco ti confido le nostre speranze
.

Frammento di Contemporaneità, 1937

Per chi fosse interessato ad approfondire la vita e la poesia della Ginczanka, segnalo il dvd La poesia spezzata

Altre fonti:

https://polonicult.com/ginczanka/

http://www.sentieristerrati.org/2018/09/08/hanno-ucciso-la-stella-di-sion-i-respiri-in-cielo-di-zuzanna-ginczanka/

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